In Senato a rischio la legge sul testamento biologico

Lug 14, 2017 by     No Comments    Posted under: Testamento Biologico

Testamento biologico. A rischio la legge in Senato.

A fine aprile la Camera dei Deputati ha approvato il cosiddetto “testamento biologico”, una norma che regola il consenso informato sui trattamenti sanitari e lo estende – previa disposizione da parte dell’interessato – ai momenti in cui la persona perde la capacità di intendere e volere. La legge è ora all’esame del Senato per l’ok definitivo. Il suo futuro non è però rassicurante. Anche se pochi parlamentari si sono sottratti al commentare la vicenda di Dj Fabo, o a dichiarare vicinanza a Max Fanelli, o ancora nel ringraziare l’opera di Walter Piludu, l’Italia fatica a regolare la possibilità per il paziente di esprimersi sulle proprie cure.

La legge già approvata alla Camera con soli 37 contrari, se approvata in via definitiva al Senato consentirebbe ai pazienti di essere informati prima di qualsiasi terapia, gli consentirebbe di pianificare le cure insieme al medico ed eventualmente rinunciare ad alcune terapie. Nelle cosiddette “disposizioni anticipate di trattamento” (DAT) si potrebbero inoltre indicare precedentemente a uno stato di impossibilità ad esprimersi quali siano le terapie accettate e quali quelle rifiutate.

Nel faticoso iter di Palazzo Madama, la legge è rimasta incagliata per oltre due mesi in Commissione Igiene e Sanità, vittima dell’ostruzionismo dei pochi contrari. Ed ancora lì giace, sottoposta ora a circa 3000 proposte di emendamenti, la metà delle quali presentate dal partito di Alfano. Un partito senza seguito popolare, ma che controlla oggi l’8% dei senatori.

Se soluzione poteva esserci – la presidente De Biasi (PD), di fronte all’impossibilità di lavorarci in Commissione, avrebbe potuto inviare il testo direttamente in Aula senza relatore – la conferenza dei Capigruppo a inizio luglio ha fatto sfumare anche questa ipotesi, rendendola ora doverosa ma rimandandola di settimane.

E’ stato infatti deciso di calendarizzare in Aula la discussione sul testamento biologico per il 25 luglio, senza prevedere dunque un tempo congruo per l’approvazione prima della pausa estiva.

Marco Cappato, uno dei più efficaci promotori di una legge sul fine vita, ha dichiarato che una discussione così tardiva “non può che avere un unico obiettivo: far saltare la legge anche per questa legislatura”.

Migliaia di cittadini nel frattempo stanno aderendo all’appello di Mina Welby, che con l’aiuto dell’Associazione Luca Coscioni si rivolge ai Capigruppo del Senato: “Se il testo non fosse approvato in breve tempo, visto l’arrivo dell’estate e l’imminente fine della legislatura, rischieremo di non avere alcuna legge. I pazienti che non hanno alle spalle una famiglia abbiente che non può permettersi di ricorrere a un giudice, continuerebbero a non essere ascoltati; allo stesso tempo i medici continuerebbero a non essere tutelati nel loro rispetto delle volontà del paziente. Un intollerabile nulla di fatto a undici anni dal caso di Piergiorgio Welby e a otto anni da quello di Eluana Englaro”.

Anche i promotori della campagna Eutanasia Legale si muovono. Sul loro sito hanno attivato un mail e social bombing verso i senatori.

Matteo Mainardi

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