Testamento Biologico

Testamento Biologico

Il testamento biologico è lo strumento necessario per manifestare la propria volontà a proposito dei trattamenti sanitari ai quali si potrebbe essere sottoposti nel momento in cui, per incidente o malattia, le condizioni di salute fossero precarie e la situazione dell’organismo non permettesse più al soggetto di esprimersi. E’ definito anche “Direttive Anticipate di Trattamento” (DAT).

Solitamente si tratta di un testo firmato attraverso il quale un individuo adulto in condizioni di lucidità mentale dichiara quali sono i trattamenti sanitari che vorrebbe ricevere e quali invece rifiuterebbe (somministrazione di farmaci, sostentamento vitale, rianimazione, etc.) se le sue condizioni di salute fossero gravemente compromesse e non fosse più in grado di intendere e di volere.

Oggi in Italia non esiste una normativa che regoli il testamento biologico. Sono gli articoli 13 e 32 della Costituzione Italiana che conferiscono a ciascun cittadino la facoltà, piena e libera, di decidere a quali trattamenti sanitari sottoporsi. Gli esiti delle vicende giudiziarie legate ai casi di Piero Welby, Giovanni Nuvoli e Eluana Englaro hanno confermato l’immediata e diretta applicabilità del dettato costituzionale.

In occasione della vicenda di Eluana Englaro, in particolare, il Governo di allora emanò un disegno di legge per impedire al cittadino di rinunciare a idratazione e nutrizione, persino nel caso in cui fosse stato cosciente e anche se avesse precedentemente manifestato la volontà di interrompere le cure. Il Presidente della Repubblica non controfimò e bloccò la proposta.

Seguì un disegno di legge che portava la firma di Renato Calabrò, approvato nel 2009 al Senato, poi modificato alla Camera e ora fermo di nuovo al Senato. L’obiettivo del nuovo ddl è uguale al precedente: impedire la libera scelta, cancellare il diritto all’autodeterminazione sulle cure.
Le direttive lasciate dalla persona diventano mere “dichiarazioni” che non obbligano alcuno a rispettarle, e non è consentito nemmeno rinunciare a nutrizione artificiale e idratazione artificiale.
Ma siccome il Ddl Calabrò contro il Testamento biologico non è stato ancora approvato, ciascun cittadino può validamente predisporre il proprio testamento biologico. Molti notai e anche molte amministrazioni comunali si sono messi a disposizione per accertare l’autenticità delle disposizioni lasciate da ciascun cittadino. Se vuoi preparare il tuo testamento biologico, ti invitiamo a scaricare e compilare il modulo per il testamento biologico che abbiamo preprato e proponiamo insieme all’Associazione A Buon Diritto.

Se vuoi attivarti anche per i diritti degli altri, puoi richiedere l’istituzione del registro del testamento biologico presso il tuo Comune di appartenenza, contattando il Sindaco o un Consigliere comunale, oppure attraverso una proposta di delibera popolare.
Alcuni Comuni lo hanno già fatto e hanno anche costituito una Lega degli enti locali per il registro delle dichiarazioni anticipate di trattamento. Non sono pochi (guarda la mappa).


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